L’avvio della moderna tipografia
Quando Gutemberg inventò la sua macchina, che utilizzava caratteri in metallo mobili, allineati ed intercambiabili su un telaio in base alle necessità di impaginazione, di sicuro non gli è passato per la mente che questa avrebbe completamente cambiato il mondo della stampa. L’introduzione dei pratici caratteri mobili provocò inesorabilmente il declino dell’antica arte amanuense e diede il via alla moderna tipografia.
In tempi antichi i caratteri utilizzati per la stampa erano delle vere e proprie opere d’arte, venivano accuratamente studiati per lo stile e le dimensioni, e la loro fusione era realizzata da esperti artigiani del metallo in serie limitate e solo su ordinazione.
Una volta pronto, il set completo di fusioni, ovviamente formato da caratteri singoli in più copie, veniva poi conservato in contenitori a valigetta che avevano il curioso nome di polizza. Nel gergo tipografico dell’epoca una polizza si identificava quindi con un set completo di lettere e segni grafici in uno stile ben definito, in diverse dimensioni ed in quantità tale da poter soddisfare le esigenze di stampa.
Oggi in Italia, a parte per pochissimi specialisti del settore, la parola polizza ha un significato che con la stampa ha ben poco che vedere, ma in Francia il termine police d’écriture è tuttora di uso comune.
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